Tipi di divano: viaggio nella scelta del divano ideale

Ho sempre dedicato molta cura alla scelta del divano, essendo il salotto sinonimo di stanza relax per eccellenza. I tipi di divano sono innumerevoli, e devo dire che la scelta non è sempre stata facile, non avendo grandi spazi a disposizione.

Per necessità, ho avuto più di un divano letto e ho spesso scelto divani componibili di dimensioni compatte, ma tra i miei tipi di divano preferiti ci sono senz’altro i due magnifici divani arabi che aveva un amico dei miei. Io amavo molto la vecchia poltrona di velluto di papà, in cui mi rannicchiavo per ore a completare infiniti cruciverba.

Quanti tipi di divano esistono? Orienta la tua scelta esplorando gli stili più diffusi

1. Il divano componibile

Indubbiamente moderno, compare infatti in epoca vittoriana, il divano componibile in origine altro non era che… due o più divani messi uno accanto all’altro!

Con il passare degli anni, lo sviluppo del modello propone forme sempre più lineari e squadrate, e l’utilizzo di materiali differenti per incontrare le esigenze di una clientela sempre più vasta.
Il divano componibile, come suggerisce la parola, è molto versatile e consta di diversi elementi (solitamente tre o cinque). È essenziale che il tipo scelto preveda anche un bloccaggio di qualche tipo, onde evitare la separazione dei moduli.

Il divano componibile è altresì comodissimo da spostare, sia durante le pulizie che in caso di trasloco. Esistono sia modelli abbastanza compatti, così come divani veramente grandi, che possono arredare convenientemente anche un salotto molto ampio. Normalmente, le composizioni più gettonate sono quella a L e quella a U.

2. Il divano Chesterfield

Il divano Chesterfield risale al Settecento e, secondo la leggenda, deve il suo nome al quarto Conte di Chesterfield, personaggio di innati stile ed eleganza, che avrebbe commissionato ad un artigiano il primo divano in pelle mai realizzato.

Questo tipo di divano (che in realtà, all’inizio, pare fosse soltanto ad un posto, quindi, di fatto, una poltrona) ha solitamente tre posti, ed è caratterizzato da un profondo schienale basso, e da un particolare motivo trapuntato, o capitonné su schienale e braccioli, completato da bottoni ricoperti.

Al giorno d’oggi sono state realizzate anche versioni a due posti, o che prevedono il capitonné anche sulla seduta, prodotte con diversi tipi di pelle per divani, sempre di origine bovina ma con effetti anche molto particolari.

Oggetto iconico e versatile, nonostante si adatti in particolar modo ad ambienti classici e tradizionali, il divano Chesterfield rende unico e di classe qualsiasi soggiorno.

3. Il divano stile Lawson

Questo tipo di divano è la quintessenza della comodità. Consiste in uno schienale composto da larghi cuscini, che restano staccati dalla struttura. La caratteristica principale di questo design è aver creato un divano più morbido e imbottito, con il telaio su cui si appoggiano i cuscini anziché essere fissati in esso.

Il divano Lawson è uno dei divani più graditi dal pubblico, e si può trovare in diverse taglie, adatte a spazi anche piuttosto minimi, e in tanti colori, materiali e tipi di tappezzeria.  Uno dei pregi, che regala ulteriore comodità, è il fatto di poter spostare i cuscini a proprio piacimento, e l’altezza del bracciolo, che è proprio a “misura di sonnellino”.

Questo divano, creato dal finanziere Thomas Lawson ai primi del Novecento, è il frutto del suo desiderio di un divano comodo e dal design moderno, probabile evoluzione del divano Tuxedo, di cui tratteremo più avanti.

4. Il divano moderno anni 50

Stile incontrastato fra gli anni ’30 e ’70, l’arredamento anni ’50, a riprova del fatto che un certo genere piace sempre, non ha ancora chiuso la sua permanenza nelle nostre case, ed è tornato in auge grazie anche ai negozi di arredamento ed accessori vintage e di modernariato.

Le linee del divano anni ’50 esprimono un design minimal ed essenziale, espresso e sviluppato in parecchie varianti. Non sarà forse il più comodo tra i divani, ma è concepito per apparire bello e comodo, ed è quindi una valida proposta all’interno del giusto contesto d’arredo.

Elegante, dalle linee pulite e realizzato con materiali tradizionali e non, in accostamenti audaci per l’epoca (come skay o velluto a rivestire una struttura base del divano anni ’50), il divano anni ’50 è riconducibile, per alcuni, al movimento Bauhaus che ebbe origine in Germania.

La tecnologia di quegli anni propose nuovi inediti materiali e lo stile delle case del dopoguerra richiamava ambienti coordinati, a cui questo tipo di divano si adattava benissimo. Che sia in colori sgargianti o neutri, così come in bianco o nero, il design geometrico e semplice dell’arredamento anni ’50 e del divano in questo stile ne fa un pezzo ancora attualissimo; inoltre, la manutenzione e la cura di questo tipo di divano, grazie ai nuovi materiali, è ancora più facile.

5. Il divano contemporaneo moderno

Siccome è normale riferirsi al divano contemporaneo moderno semplicemente in questo modo, aggiungiamo alla nostra carrellata una parte sui divani moderni, che in realtà sarebbero riferibili solo al modernariato anni ’50.

Non confondiamo il divano moderno anni ’50 con il divano di design contemporaneo: la linearità è la stessa, ma è un concetto differente, in quanto quest’ultimo si applica all’arredamento attuale. Quindi possiamo avere, ad esempio, un divano Chesterfield contemporaneo.

Come tutti i divani a tre posti, anche il divano moderno rende difficile la conversazione, perché si è costretti a sedersi in fila: un pouf da utilizzare, a seconda, come seduta frontale o come poggiapiedi renderà il salotto comodo e molto più conviviale.

6. Divano inglese a braccioli

Il divano inglese (anche detto a braccioli arrotolati) fa la sua comparsa nei primi anni del 1900 nelle residenze di campagna britanniche, ed è un divano con la tappezzeria aderente, piuttosto imbottito, caratterizzato da uno schienale rigido e da braccioli anch’essi rigidi dalla forma tonda, e da morbidi cuscini larghi e liberi sulla seduta.

È un divano simile al Bridgewater ma con il tessuto più teso e il bracciolo più basso; alcuni di questi modelli lo hanno talmente basso da non sembrare che ci sia.

Il divano inglese a braccioli è un pezzo d’arredo che si inserisce perfettamente in un salotto o soggiorno tradizionale, ma dato il suo design senza tempo si adatta bene anche a raccordare anche elementi di arredo in stili diversi.

Se vuoi adattare la sua forma classica al tuo arredamento, basterà scegliere le gambe in accordo con lo stile della tua casa: una gamba liscia, lineare in caso di arredo moderno, una gamba tornita se i tuoi mobili sono classici. In ogni caso, è uno dei divani più comodi che si possano trovare sul mercato, ed è ideale se sei abituato a fare uso di copridivani per preservare la durata del tuo compagno di relax: infatti, basterà un attimo per cambiare una copertura sciupata o macchiata, e riportare il tuo divano al suo splendore.

7. Divano Bridgewater

Se vuoi un divano confortevole e tradizionale, puoi pensare di acquistare un divano Bridgewater. Nonostante non sia neanche lontanamente famoso quanto anni fa, è comunque ancora un pezzo chiave tra i modelli di divano.

Comodo e informale, dai braccioli leggermente arrotolati di lato, molto più bassi dello schienale del divano, il Bridgewater è un divano che non si fa notare, pertanto sarà certo collocabile in diversi stili di arredamento.

Costituito da molle interne di qualità che ne determinano il buon comfort, il divano Bridgewater, con il suo schienale alto, i suoi braccioli bassi e talvolta appena accennati, il tessuto che ricopre le gambe, nascondendole, è indubbiamente un divano comodo ed estremamente versatile, tanto da adattarsi a qualsiasi ambiente. Per un tocco un po’ particolare e retrò, una finitura a borchie sarà perfetta.

Similmente al divano inglese a braccioli, ha origine in Gran Bretagna anche il divano Bridgewater. E, tanto quanto il divano inglese, è uno dei divani di design che più si prestano ad essere usati con un copridivano.

8. Divano a gobba di cammello

Il divano a gobba di cammello deve il suo nome alla linea del suo schienale, che descrive un arco più alto nel mezzo, per poi discendere armoniosamente in un unico tratto coi braccioli, e ricorda appunto la particolarità fisica dell’animale.

Una caratteristica di questo modello di divano è di avere le gambe a vista e, spesso, nei modelli più classici e amati dai suoi estimatori, anche il legno lavorato su tutta la linea dello schienale e dei braccioli resta a vista.

D’altronde il produttore di questo tipo di divano fu, verso la fine del 1700, Thomas Chippendale, designer e artigiano mobiliere rinomato per la maestria della sua lavorazione: tanto che il quel periodo tutta l’aristocrazia inglese acquistava da lui i divani a gobba di cammello per le proprie case.

I modelli contemporanei sono molto più confortevoli e meno “scarni”, rivestiti in tessuto, e, come quello classico, hanno le gambe visibili e possono avere sia una gobba che due o tre, e sono attualizzati dall’uso di colori sgargianti e tappezzeria moderna.

9. Divano Cabriole

Il divano Cabriole si caratterizza per lo schienale ed i braccioli che costituiscono un pezzo unico della stessa altezza, e da una finitura di legno lavorato lungo tutta la parte superiore dello schienale e dei braccioli; essendo questi spesso rivolti all’interno, il decoro scende a formare una linea unica anche davanti alla seduta.

Gli ornamenti sono presenti nel divano Cabriole classico, ma i modelli contemporanei come quello raffigurato ne sono sprovvisti, e sono inoltre più comodi grazie alla sostituzione, rispetto ai modelli del passato, delle decorazioni con elementi che rendano maggiormente confortevole il divano, come per esempio più imbottitura nella zona della seduta.

Il divano Cabriole vide la luce nel periodo di Re Luigi XV, intorno alla fine del Settecento.

10. Chaise Lounge

La Chaise Lounge è un pezzo d’arredo che trova la sua collocazione ideale nelle camere matrimoniali spaziose. Può avere un bracciolo solo o non averne affatto, e sostanzialmente si può descrivere come una poltrona con poggiapiedi unito.

Nasce come letto diurno, dove potersi rilassare senza stendersi completamente, né svestirsi. In effetti non è un mobile essenziale, come il divano, e viene utilizzato più che altro come complemento o comunque come elemento decorativo, e praticamente solo in camera da letto.

Divenne popolare in Francia nel XVI secolo, dopo essere stata probabilmente inventata dagli Egizi ed aver conosciuto gran popolarità anche tra Greci e Romani, naturalmente nelle forme più primitive.

11. Divano-letto

Esistono una miriade di divani letto, dal futon al letto a castello tipo cuccetta, al classico divano letto estraibile al divano letto semplicissimo: vediamoli insieme.

Il divano letto estraibile

È probabilmente il tipo di divano letto più popolare e più comodo. Rispetto al futon, lo schienale resta fisso e il materasso è nell’interno della struttura del divano. Al giorno d’oggi il divano letto offre soluzioni di design veramente confortevoli per chi ha necessità di ospitare qualcuno.

Il divano trasformabile

Si differenzia dal divano letto estraibile perché non ha un vero e proprio materasso, in quanto la superficie dove ci si sdraia per dormire viene dai cuscini della seduta e dello schienale, che si abbatte. Il comfort di questo tipo di divano letto è buono, ed il paragone con la comodità del divano estraibile dipende dalla qualità del materasso di quest’ultimo.

Il futon

Il futon è una combinazione tra letto e divano, ed è molto simile al divano letto trasformabile, poiché in entrambi i casi si tratta di piegare lo schienale e di usare i cuscini o l’imbottitura come superficie su cui dormire, che naturalmente viene raddoppiata.

Il futon (parola che significa “biancheria da letto”) ha origine in Giappone, nel XVII secolo. I giapponesi erano infatti soliti mettere direttamente per terra, sul pavimento fatto di fibra di riso intrecciata, un’imbottitura di lana e cotone, che avvolgevano nelle lenzuola.

Essendo il pavimento molto leggero, così doveva essere il letto, pertanto era concepito senza ulteriori strutture: in questo modo era anche facile da arrotolare e spostare quando non era necessario o per agevolare le pulizie.

Inizialmente, soltanto i nobili o i ricchi potevano permettersi il futon, ma con l’industrializzazione questo tipo di materasso si diffuse molto di più. Naturalmente, la versione occidentale comprende una struttura, ma per chi ama restare ancorato alle origini c’è sempre la possibilità di riprodurre il vero futon impilando un paio di materassi per dormire a terra in modo comodo.

Il divano letto

Questo modello di divano si differenzia dalla chaise longue perché ha dei terminali da entrambi i lati oppure anche uno schienale. Non è adatto per ospitare a dormire persone alte, poiché visti i bordi dovrebbero rannicchiarsi o dormire tutta la notte con le gambe all’insù, ma è un’ottima soluzione per avere in casa un divano con una buona seduta che sia comodo anche per una dormitina.

Il letto a castello estraibile (a cuccetta)

Particolarmente indicato per i bambini, che amano l’altezza e il trasformismo degli oggetti, il letto a castello a cuccetta è fantastico per la tua casa al mare o per i bungalows, dove solitamente lo spazio è poco e dev’essere sfruttato al meglio.

La seduta del letto viene alzata da un apposito meccanismo assieme a parte dello schienale, diventando così il piano alto del letto a castello, puntellato su uno dei lati anche da apposita scaletta. La restante porzione di schienale, insieme ad un materasso sistemato nell’apposito vano contenitore sotto alla seduta, costituirà invece la parte bassa di letto, adatta ai più piccini.

In ogni caso il letto a cuccetta, per quanto possa essere robusto, non sarà mai adatto a bimbi oltre una certa età o peso: fai attenzione!

12. Divanetto

Con questo termine generico, altro non si indica che un divano per due persone. Come i divani, anche i divanetti vengono prodotti in molti diversi stili e modelli, per citarne alcuni il divano Ottoman, il Cabriole ecc.

Ma quand’è che un divanetto diventa un divano? In pratica, quali sono le dimensioni di un divanetto? Ecco lo standard per le dimensioni del divano:

  • 3 posti larghezza 180-240 cm, seduta maggiore di 50 cm;
  • 2 posti larghezza 120-180 cm, seduta maggiore di 50 cm.

In entrambi i casi, l’altezza media della seduta è di circa 40 cm, mentre quella complessiva del divano di 80-90 cm.

13. Canapè

Il canapè è un divano a due posti, antenato del divanetto, dalla foggia molto antica e con poca imbottitura: in pratica, una doppia sedia da pranzo con i braccioli. Dubito che qualcuno vorrebbe rimanerci seduto a lungo, visto l’aspetto non proprio confortevole, ma certamente se ti serve un arredo particolare per una parete con una bella finestra ampia o un bovindo, questo elemento è sicuramente l’ideale.

14. Divano reclinabile

Questo tipo di divano è piuttosto recente e deve la sua popolarità non tanto all’estetica, quanto alla comodità: diventa infatti ideale per guardare la TV o leggere, grazie allo schienale che si abbassa e al pannello frontale di ogni seduta, che si alza a sostenere le gambe come un vero e proprio poggiapiedi.

Sebbene possa non essere esteticamente superbo, risultando pertanto abbastanza inadatto ad un salotto di classe, per un ambiente familiare e rilassante sarà esattamente quello che cerchi!

15. Divano Tuxedo

Il Tuxedo è un divano dalle forme squadrate che ha quasi sempre i braccioli della stessa altezza dello schienale, e le gambe possono essere sia a vista che rivestite. Questo divano viene solitamente realizzato in tessuto e le sue linee sono pulite e geometriche, sebbene non sia comodissimo per la mancanza di inclinazione.

Il Tuxedo è un divano che, contrariamente a quanto si può pensare visto il suo aspetto classico, è abbastanza recente: è infatti datato ai primi del ‘900 nello Stato di New York.

16. Divano da salotto (Lounge)

Il modello Lounge è un derivato del divano componibile, ed in pratica si tratta di un divano che ha una chaise longue incorporata, per potersi sdraiare completamente.

Esistono diversi modelli di questa proposta di design, che possono avere una chaise per tutta l’ampiezza della seduta, di fatto diventando un vero e proprio divano letto, oppure una chaise per lato configurandosi a ferro di cavallo o ancora solo su un lato.

L’ultima versione è di fatto la più vista ultimamente, anche se questo tipo di divano pare aver già fatto il suo corso: ciò non toglie che, soprattutto se hai la necessità di sfruttare due pareti che fanno angolo, questo modello ti sarà comunque utile e soprattutto ti regalerà confortevolezza grazie alla sua imbottitura e uno spazio in più se dovessero arrivare ospiti imprevisti.

17. Divano fai da te con i pallet

Modernissimi e molto economici, i divani in pallet sono particolarmente gradevoli a vedersi e costituiscono una valida alternativa, nelle case giovani, al divano tradizionale.

Molto amati da chi si diletta di fai da te, si possono realizzare davvero a misura per lo spazio che si intende riservare loro, sia con schienale che senza. Una buona parte imbottita, foderata con tessuti vivaci o neutri, renderà il tuo divano in pallet davvero speciale.

Questo tipo di divano si trova facilmente anche in locali di grido, che hanno spazio all’esterno, e vi si accomodano gli avventori per fare aperitivo. Nel mio caso, uno di questi divani è stato davvero “galeotto”, perché sedendoci insieme sullo stesso divano di pellet con i nostri aperitivi io e il mio compagno abbiamo iniziato la nostra relazione.

Le domande più frequenti sui divani

🛋️ Come si misura un divano?

Le dimensioni del divano sono importanti per capire come starà nello spazio in cui vuoi metterlo, e soprattutto se ci starà! Inoltre, l’ingombro del divano ti aiuterà a capire se sarà possibile farlo entrare e passare per eventuali scale presenti a casa tua, senza ricorrere a rocamboleschi tentativi per farlo passare dalle finestre…

Armati di metro e procedi a misurare:

La larghezza va presa da un braccio all’altro del divano, nel punto più largo. Pertanto, non misurare la larghezza della parte bassa, ma dal lato più esterno all’altro dei braccioli.

L’altezza, parimenti, va presa nel punto più alto del divano: quindi per esempio in un divano a dorso di cammello dovrai prenderla a partire dalla parte più alta dell’arco. L’altezza va misurata dall’alto verso il basso, arrivando a toccare il pavimento. In caso di gambe non fisse sulla struttura, ma semplicemente avvitate, è possibile pensare comunque di far passare un divano anche per un passaggio meno ampio, giocando sul fatto di montare le gambe successivamente.

La profondità del divano si misura preferibilmente stando da un lato, poiché è necessario considerare anche la parte dello schienale, non solo della seduta. Quindi la profondità si misurerà dal bordo della seduta a tutta la parte posteriore.

🛋️ Quali sono le parti di un divano?

Le parti del divano sono essenzialmente quattro: telaio, molleggio, imbottitura e piedi.

Il telaio comprende lo schienale e la base del divano, ed è normalmente realizzato di legno massello o in acciaio. Le due parti possono essere distinte tra loro ed unite in seguito, oppure essere costituite da un blocco unico in un divano normale: in un divano letto, invece, il blocco del telaio è sempre unico per garantire una maggior durata alle deformazioni dello schienale

In tutti i casi, il telaio viene rivestito con pannelli di tamponamento

Il molleggio si ottiene tramite cinghie elastiche di gomma poste nella base, che vengono intrecciate secondo varie lavorazioni. Il materiale è gomma rivestita in nylon.

Le cinghie e i cuscini danno elasticità e sostegno alla seduta.

L’imbottitura è quella parte del divano che deve garantire il miglior comfort, ed è normalmente di poliuretano espanso, materiale resistente ma contemporaneamente soffice ed elastico, all’interno. Nelle parti più esterne i materiali possono cambiare, da fibre di cotone a piuma d’oca, usata anche per il poggiatesta ed i braccioli o alternata al poliuretano, per evitare deformazioni.

Per lo strato più esterno dello schienale viene solitamente impiegata ovatta acrilica o un misto di fibre cave di poliestere e piume d’oca. Tutti i cuscini, poi, sono pre-foderati con velluto e poliuretano.

I piedi del divano sono normalmente in legno, nei modelli di divano più classici e tradizionali, o di metallo; questi ultimi conferiscono un tocco molto moderno. Come detto più sopra, a proposito delle dimensioni del divano, è possibile che in alcuni modelli siano smontabili. Inoltre, come abbiamo visto, non tutti i modelli di divano hanno i piedi a vista.

🛋️ Anche nel divano vengono gli acari?

Il divano, come i materassi, può purtroppo ospitare gli acari, anche se non è facile accorgersi subito della loro presenza: infatti sono capaci di restare per parecchio senza nutrirsi, e lo fanno mordendoti come le zanzare.

Quando inizierai a notare sui tuoi abiti o sul rivestimento del divano delle inspiegabili macchioline di sangue, e ti accorgerai che hai puntini rossi addosso, sarà il momento di dare battaglia agli acari.

Purtroppo, a causa dei tanti strati di cui è composto un divano, il successo non è sempre garantito con i metodi fai da te (ripetuti lavaggi e aspirazione). Ti consiglio quindi di sentire qualcuno di veramente esperto, per evitare di rovinare il tuo divano.

🛋️ Che differenza c’è tra divano e sofà?

Normalmente, tendiamo ad usare indifferentemente i termini “divano” e “sofà”, e non c’è una gran differenza etimologica tra le due parole.

Il termine “divano” deriva dall’arabo di origine persiana dīwān, che per estensione passò dall’indicare i registri amministrativi che venivano conservati in una sala in cui gli scrivani lavoravano seduti su cuscini, a indicare prima la stanza e poi soltanto i cuscini stessi.

L’etimologia di sofà non è molto diversa: anche sofà deriva infatti dall’arabo suffah, che significa cuscino.