Tipi di legno per mobili: come scegliere il migliore per il tuo arredamento

I tipi di legno che possono essere usati per l’arredamento di una casa sono davvero tanti, sia per quanto riguarda i colori del legno al naturale, sia per quanto riguarda il livello di durezza.

Che siano morbidi o duri, i diversi tipi di legno per mobili hanno caratteristiche ben precise che è importante conoscere, per capire bene il prezzo in caso di acquisto o vendita, o se val la pena di restaurare un mobile o di scartarlo.

Qui di seguito ti presentiamo le tipologie di legno:

Tipi di legno

  • Mogano
  • Noce
  • Quercia rossa
  • Frassino
  • Betulla
  • Acero
  • Ciliegio
  • Faggio
  • Tek
  • Palissandro dell’India orientale
  • Pino del Paranà
  • Pino bianco orientale
  • Pino Lodgepole
  • Abete rosso
  • Pino silvestre
  • Abete bianco
  • Cedro rosso
  • Abete
  • Larice
  • Tsuga occidentale

La durezza è uno dei principali modi, nonché il più semplice, per distinguere i tipi di legno destinati all’arredamento. Contrariamente a quanto si crede, non è che il legno massello sia in effetti più resistente e più denso in confronto al legno dolce.

Entrambi i tipi di legno vengono usati praticamente per tutto, da realizzazione di strutture a scopi più meramente decorativi.

In natura, il legno massello deriva da alberi a fioritura, il legno dolce invece dalle conifere.

1. Il legno duro o massello

Il legno massello proviene dalle Angiosperme (esempio di questi tipi di albero sono quercia, acero e castagno), piante con le foglie caduche o latifoglie che perdono le foglie ogni anno. Siccome crescono lentamente, hanno fibre più dense (vasi legnosi e fibre del libro – il secondo strato della pianta a partire dall’esterno).

Una curiosità sul legno duro: alcune varietà non galleggiano in acqua, ad esempio il carpino nero in acqua affonda, proprio perché la sua densità è maggiore di quella dell’acqua stessa.

Caratteristiche del legno duro:

  • Rispetto al legno dolce, il legno duro cresce più lentamente. Perciò è anche più caro, in genere. Anche se il legno dell’albero della gomma, ad esempio, è un legno duro economico quanto un comune legno dolce.
  • Il legno massello è più durevole (meno possibilità di marcire e di rovinarsi), è a grana stretta e richiede poca manutenzione.
  • Essendo un legno con poca resina, e avendo per questa ragione una buona resistenza al fuoco, il legno duro viene sovente utilizzato per le pavimentazioni in legno massiccio, che sono apprezzate per le loro varie colorazioni naturali, stili e disegno dei vasi.  
  • È usato anche per costruire mobili; comunque, non tutti i legni duri sono ideali per questo scopo.

2. Il legno dolce

Il legno dolce proviene dalle Gimnosperme, che sono piante sempreverdi che si riproducono tramite semi, come pini, sequoie, cedri, ginepri, abeti, tassi e abeti rossi. Visto che gli alberi sempreverdi hanno generalmente una densità più bassa di quella delle latifoglie, è più semplice tagliarli. Anche la loro struttura, alta e dritta, permette di ricavare agevolmente tavole di legno lineari.

Caratteristiche del legno dolce:
  • Normalmente il legno dolce consiste in tracheidi e raggi legnosi ma non ha vasi. Proprio per l’assenza di vasi, il legno dolce è chiamato anche legno non poroso.
  • L’assenza di vasi inoltre permette al legno dolce di assorbire rapidamente i collanti, e ciò si traduce in migliori finiture.
  • Il legno dolce viene utilizzato, tra le altre cose, come materiale da costruzione per le strutture portanti, per il rivestimento sia interno che esterno delle pareti, per gli allestimenti, pavimentazioni, casseforme e impalcature. Viene altresì usato nell’industria della carta e del cartone.
  • Bassa resistenza al fuoco, data dall’alta presenza di resina, colore più chiaro e grana sciolta sono altre caratteristiche di questo tipo di legno.
  • La sua struttura fine e leggera lo rende il legno migliore alla realizzazione di mobili.

Legno duro e legno dolce: le differenze

Di seguito una tabella che compara efficacemente le differenze, rendendo le cose più chiare:

 LEGNO DUROLEGNO DOLCE
1Viene dalle Angiosperme (alberi a foglia caduca).Viene dalle Gimnosperme (conifere e sempreverdi).
2Ha una struttura grezza.Ha una struttura fine.
3La presenza dei vasi lo rende poroso.L’assenza dei vasi lo rende non-poroso.
4La percentuale di tracheidi è del 5-10%.La percentuale di tracheidi è del 90-95%.
5La sua complessa struttura anatomica lo rende più denso.La sua struttura anatomica meno articolata lo rende meno denso.
6Non tutti i legni duri sono ideali per realizzare mobili. Essendo cari, sono utilizzati per costruire arredi di lusso.Quasi tutti i legni morbidi sono adatti per la produzione di arredamento. Infatti, l’80% del legname viene da legni dolci.

Tipi di legno duro

Mogano

Il mogano è un legno molto apprezzato per il suo colore, la sua durevolezza e la sua bellezza, ed è fra i legni duri tropicali più popolari. Col tempo, il colore del legno diventa più scuro. E’ un legno comunemente scelto per l’arredamento.

  • Colore – da marrone rossiccio a rosso sangue.
  • Densità – trama media, moderatamente pesante.
  • Grana – liscia.
  • Usi più comuni – arredamento di fascia alta, falegnameria di interni, porte esterne, finestre e profili.
  • Finitura – sigillante per levigatura.

Noce

Il noce nazionale (colore noce chiaro) e il noce di canaletto (simile al noce nero, legno scuro) sono anch’essi tra i tipi di legno più usati per i mobili. La ricca colorazione, la stabilità dimensionale, la resistenza agli urti e la sua robustezza rendono questo tipo di legno una scelta molto popolare.

  • Colore – va dal marrone chiaro ad un color cioccolato scuro, con striature marroni più scure. L’alburno è di un giallino grigiastro fin quasi bianco.
  • Densità – trama media, piuttosto leggero.
  • Grana – a pori moderatamente aperti.
  • Usi più comuni – arredamento di fascia alta, intagli, decori per pavimentazioni, strumenti musicali e impugnature di pistola.
  • Finitura – vernice poliuretanica a base oleosa.

Quercia rossa

La quercia è originaria dell’emisfero settentrionale, ed esiste sia di tipo deciduo che sempreverde. Questo albero conta più di 600 specie. Il legno di quercia è notevolmente forte, pesante e durevole, e resiste bene agli attacchi delle muffe.

  • Colore – da rosso rosato a biondo.
  • Densità – molto duro e robusto.
  • Grana – venature molteplici, a pori aperti.
  • Usi più comuni – mobili, armadi, tornitura, pannellatura e pavimentazioni, rivestimento e modanatura.
  • Finitura – finitura naturale od olio, ma si presta a tutte le finiture.

Frassino

Gli alberi di frassino sono piante medio-grandi che crescono un po’ ovunque. Il legno di frassino è liscio al tatto, ed è anche durevole, flessibile e resistente. Ha una buona tenuta di viti, chiodi e regge benissimo la colla, ed è quindi tra i legni che i falegnami amano maggiormente, nonostante l’odore particolare e leggermente sgradevole che emana durante le lavorazioni.

  • Colore – marrone chiaro, beige
  • Densità – duro e flessibile.
  • Grana – aperta, con occasionali striature marroni.
  • Usi più comuni – pavimentazioni, ogni lavoro di falegnameria, scatole e casse, mazze da baseball ed altri oggetti torniti come ad esempio i manici degli utensili.
  • Finiture – si presta a tutte le finiture.

Betulla

Le betulle sono diffusissime nell’emisfero settentrionale; sebbene sia strettamente imparentato con il legno di quercia, quello di betulla è molto più duro. Il compensato di betulla è probabilmente quello più diffusamente usato, perché è economico, solido, duro e si trova facilmente.

  • Colore – il durame è marrone leggermente rossiccio, l’alburno quasi bianco.
  • Densità – duro, peso medio.
  • Grana – solitamente dritta, o leggermente ondulata con piccoli pori.
  • Usi più comuni – ogni lavoro di falegnameria, scatole e cassette, compensato, oggetti torniti, sedili, armadi, arredamento e porte per interni.
  • Finiture – si presta a tutte le finiture.

Acero

Gli alberi di acero sono originari dell’Asia, ma si trovano anche in Europa, Nord America e Nord Africa. L’acero è un legno resistente alle spaccature, durevole e robusto. Per pulirlo basta passare un panno umido, per questo motivo è particolarmente adatto alla fabbricazione di arredamento per cucine.

  • Colore – il durame è un tono scuro di marrone leggermente rossiccio, l’alburno va da quasi bianco a bianco panna, ma può essere anche di colore rossastro o di una tonalità dorata.
  • Densità – moderatamente duro ma forte.
  • Grana – chiusa, solitamente dritta, può essere anche ondulata.
  • Usi più comuni – ogni lavoro di falegnameria, oggetti in legno, arredamento e pavimentazioni.
  • Finiture – si presta a tutte le finiture.

Ciliegio

Il legno di ciliegio viene dall’albero da frutta omonimo. È molto usato e apprezzato dai produttori di arredamento per il suo colore ricco, per la grana liscia e la flessibilità: risponde bene al trattamento a vapore, cosa che lo rende il legno ideale per le lavorazioni curve.

  • Colore – il colore del legno appena tagliato è marrone chiaro rosato, che si scurisce con il tempo in una tonalità media di marrone rossiccio.
  • Densità – rigido, forte, moderatamente duro, peso medio.
  • Grana – chiusa e dritta.
  • Usi più comuni – armadiature, pavimentazioni, falegnameria d’interni, piccoli oggetti particolari in legno, arredamento elegante, strumenti musicali, radica, pannellature e oggetti torniti.
  • Finiture – sono raccomandate quelle chiare e naturali.

Faggio

Gli alberi di faggio sono a foglia caduca e sono diffusi in tutta la fascia temperata dell’Europa, del Nord America e dell’Asia. Il faggio è parecchio durevole e resistente agli urti e alle abrasioni, pertanto i falegnami lo lavorano volentieri, anche visto il fatto che si piega bene a vapore facilmente almeno quanto il frassino.

Conferisce all’arredamento un aspetto elegante e antiquato. Non è lavabile in lavastoviglie, quindi se acquisti oggetti realizzati in legno di faggio tienilo presente.

  • Colore – il durame va da rosa a marrone rossastro, l’alburno da color panna a rosa.
  • Densità – molto duro e pesante.
  • Grana – dritta, con una consistenza uniforme da fine a media.
  • Usi più comuni – schienali e braccioli di sedie, casse e pallet, pavimentazioni, contenitori per alimenti, giocattoli, oggettistica, strumenti musicali e traversine ferroviarie.
  • Finiture – si presta a tutte le finiture.

Tek

Il tek è uno dei più duri e resistenti tra i legni presenti in natura, ed è un legno duro originario dell’India, del Myanmar e della Tailandia. Resiste alla putrefazione, a sole, pioggia, gelo e neve, e ciò lo rende adattissimo alla costruzione di arredamento per esterni e costruzioni, sebbene sia un legno caro e a volte difficile da reperire.

  • Colore – il durame è marrone dorato o medio, ma diventa più scuro col tempo.
  • Densità – pesante e forte.
  • Grana – è dritta: occasionalmente può essere ondulata o intrecciata.
  • Usi più comuni – radica, costruzioni navali, arredamento, costruzioni per esterni e oggetti scolpiti o torniti.
  • Finiture – rende al meglio con vernice per legno.

Palissandro dell’India orientale

Il palissandro è un legno tropicale che cresce in India, Madagascar e Brasile, ed è un legno molto durevole se asciugato adeguatamente. Si presenta con depositi gessosi bianchi che possono rovinare gli attrezzi e dare problemi con la finitura. È uno dei legni più forti.

  • Colore – il durame varia da marrone dorato a marrone violaceo scuro, con striature di marrone più scuro.
  • Densità – duro, pesante e forte.
  • Grana – solitamente è strettamente intrecciata.
  • Usi più comuni – radica, arredamento di alta qualità, strumenti musicali e oggetti torniti.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede un rivestimento iniziale.

Tipi di legno dolce

Pino del Paranà

Il pino del Paranà è detto anche pino brasiliano e si trova in Sudamerica, in particolare in Brasile. È un legno che non ha nè resina intrafibra e nè sacche di resina, e in confronto ad altri legni dolci è più resistente al taglio e ha una migliore tolleranza all’inchiodatura, ma tende a distorcersi e deformarsi con la compressione e l’asciugatura.

  • Colore – il durame varia da marrone chiaro a marrone medio, con striature rosse; l’alburno è giallo.
  • Densità – leggero ma duro.
  • Grana – dritta e uniforme.
  • Usi più comuni – strutture e incorniciatura, impiallacciatura, rivestimenti interni in legno, ante e porte, mobilia.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede un rivestimento iniziale.

Pino bianco orientale

Il pino bianco è un albero largamente diffuso nel Nord America dell’Est, è un legno tra i più pregiati e prende un bel colore giallo oro col tempo. Una volta asciugato correttamente, diventa stabile, è comunque un legno abbastanza poroso. Pertanto, se assorbe umidità tende a far conca. È un buon legno, relativamente economico e facilmente reperibile.

  • Colore – il durame è marrone chiaro con leggere sfumature rossastre; l’alburno è giallo pallido o quasi bianco.
  • Densità – morbido e molto leggero.
  • Grana – dritta e stretta. Ma il legno invernale e quello estivo presentano parecchie differenze.
  • Usi più comuni – mobili, modanatura, tornitura, pannellature, scultura, falegnameria per esterni, modellistica.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede una sigillatura con vernici poliuretaniche a base acquosa od oleosa.

Pino Lodgepole

Gli alberi di pino Lodgepole si possono trovare nel Nord America occidentale e nel Canada, e sono alberi tanto longevi da poter raggiungere i trecento anni di età, anche se ciò raramente succede: vanno infatti molto soggetti agli attacchi dei coleotteri da corteccia.

È uno dei legnami migliori per la pannellatura, vista la sua superficie tangenziale che presenta miriadi di fossette, specialmente se verniciato.

  • Colore – il durame è rossiccio chiaro o marrone giallastro; l’alburno è bianco giallastro.
  • Densità – moderatamente forte e leggero, più pesante rispetto al pino bianco orientale.
  • Grana – dritta.
  • Usi più comuni – ideale per legname da costruzione, compensato e pannellatura, viene anche usato per costruire porte, finestre, mobili, pensiline ferroviarie, puntelli da miniera e pali per recinzioni.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede una sigillatura con vernici poliuretaniche a base acquosa od oleosa.

Abete rosso

L’abete rosso è un albero che cresce nella parte orientale del Nord America. Può arrivare a 15-20 metri di altezza e avere un tronco da poco meno di mezzo a oltre un metro di larghezza. È un legno resistente al fuoco, alle abrasioni e, data il suo alto contenuto di resina, alla decomposizione.

  • Colore – il durame è marrone rossiccio, l’alburno è bianco giallastro.
  • Densità – tenero e leggero.
  • Grana – dritta.
  • Usi più comuni – costruzioni pesanti, compensato, pasta di legno, impiallacciatura, pensiline ferroviarie e recinzioni.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede una sigillatura con vernici poliuretaniche a base acquosa od oleosa.

Pino silvestre

Europa del Nord e Asia sono i luoghi d’origine del pino silvestre, albero suscettibile alla malattia delle bande rosse. Il legname di pino silvestre è uno dei più duri legni dolci disponibili. È resinoso e meno durevole. Non è soggetto all’attacco dei tarli lictidi.

  • Colore – il durame è marrone rossiccio chiaro, l’alburno è giallo pallido o quasi bianco.
  • Densità – ragionevolmente forte e leggero.
  • Grana – dritta.
  • Usi più comuni – costruzioni, pannellature, scatole e cassette, pali, pavimentazioni e rifiniture per interni.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma richiede una sigillatura con vernici poliuretaniche a base acquosa od oleosa.

Abete bianco

Tutte le varietà di abete bianco sono originarie della taiga, zona temperata settentrionale dell’emisfero boreale. Si trovano anche nelle montagne dell’Europa continentale. L’abete bianco si può piallare, tornire e modellare facilmente. È un legname che regge molto bene l’inchiodatura e l’avvitatura, ma è poco resistente al deterioramento.  

  • Colore – il durame è bianco panna, giallo chiaro o rosso-marrone, non molto distinto dall’alburno.
  • Densità – moderatamente duro.
  • Grana – fine e considerevolmente dritta.
  • Usi più comuni – polpa di legno, legname per costruzioni, casse, finiture e falegnameria.
  • Finiture – prende bene le finiture, ma se si effettua una sigillatura è consigliata una vernice a gel o a toner.

Cedro rosso

Cedro rosso è un nome che designa molti tipi di cedro che crescono nelle foreste orientali degli Stati Uniti. Conosciuto anche come cedro rosso aromatico, il legno di cedro rosso è notevolmente resistente sia al deterioramento che agli attacchi degli insetti.

È molto profumato e si modella e si pialla agevolmente, ma la sua resistenza all’avvitatura e all’inchiodatura è moderata.

  • Colore – il durame è rosso o marrone-violetto, l’alburno giallo pallido o biancastro.
  • Densità – consistenza dura e peso leggero.
  • Grana – dritta con molti nodi.
  • Usi più comuni – piccoli oggetti in legno, matite, ciotole, arredamento da esterni, casette per gli uccellini, pali da recinzione, intagli, rivestimenti per comò e armadi, ed interno di armadi.
  • Finiture – prende bene le finiture, la più consigliata è quella ad olio.

Abete

L’abete è diffuso in molte zone montuose del Nord e Centro America, dell’Europa, Nord Africa e Asia. È un legno poco soggetto al restringimento e dalla ragionevole stabilità, forte ed elastico.

  • Colore – l’alburno varia da giallastro a bianco-rossastro, il durame fresco di taglio può essere marrone giallastro o giallo rossastro, anche se si scurisce rapidamente fino a diventare marrone-rosso o rosso scuro.
  • Densità – peso medio, piuttosto duro.
  • Grana – dritta e piana, a volte ondulata.
  • Usi più comuni – legname da costruzione, impiallacciatura e compensato.
  • Finiture – si presenta bene, ma dovendo fare i conti con il suo alto contenuto di resina ti converrà pensare ad una mano di vernice.

Larice

Tipici delle zone fredde temperate dell’emisfero settentrionale, i larici danno un legno da moderatamente poroso a poroso, resistente alle aggressioni fungine. È un legname durevole e difficilmente attaccabile anche dal marciume e dai parassiti per via delle sue resine naturali. Sebbene i nodi non siano comuni, normalmente sono piccoli.

  • Colore – il durame varia da giallo a marrone rossiccio medio, l’alburno è quasi bianco.
  • Densità – ottima resistenza e peso medio.
  • Grana – dritta o spiralata, con consistenza oleosa.
  • Usi più comuni – pali, pavimentazioni, costruzioni navali, legname da costruzione, rivestimenti e falegnameria per interni ed esterni.
  • Finiture – dovrebbe essere sigillato prima della finitura per prevenire infiltrazioni.

Tsuga occidentale

Il legno di tsuga è ricavato da alberi originari del Nord America occidentale, che crescono nelle foreste pluviali costiere di Alaska e Columbia Britannica. Questo legno ha un eccellente rapporto peso/forza e si può tornire, piallare e modellare agevolmente.

Ha una moderata tenuta di chiodi e viti, ed è noto per la sua resistenza alle termiti. Se usato per gli esterni, dev’essere eseguita una buona finitura per evitare il deterioramento.

  • Colore – il durame è marrone rossiccio chiaro, l’alburno è di colore appena più chiaro.
  • Densità – morbido e leggero.
  • Grana – dritta, consistenza ruvida e irregolare.
  • Usi più comuni – scatole, pallet, casse, cornici, compensato, armadi e falegnameria in genere.
  • Finiture – risalta al meglio con finiture chiare.

Qualità del legno

I tronchi sono il tipo di legno usato nelle costruzioni, principalmente per supporti strutturali come travi e pilastri. I tronchi derivano da alberi stagionati, che vengono segati in travi e tavole dopo aver eliminato la corteccia dal ceppo. Il legname dev’essere privo di difetti e imperfezioni e deve avere certe proprietà, per soddisfare la sua funzione.

1. Aspetto

Il legname tagliato da poco emana un odore dolce, ed ha un aspetto lucido: caratteristiche che significano alta qualità. Tuttavia, ogni Paese ha fissato le proprie classi di aspetto del legno. Ad esempio, in Nuova Zelanda e in Australia hanno tre classi di aspetto, che vanno dalla A alla C, dove A contraddistingue l’aspetto migliore.

La superficie di legname di classe A dev’essere levigata come minimo a grana 60; viceversa, un legname di classe B verrà usato in edilizia e uno di classe C per gli imballi.

Nei mercati nordici del legname, per esempio in Svezia, la classificazione dell’aspetto si basa, tra le altre cose su nodosità, grana, spaccature, attacchi fungini, danni da insetti, scolorimento e scostamenti dimensionali.

2. Colore

Può essere anche di colore scuro. Il colore chiaro normalmente indica meno robustezza. Comunque, esistono tanti colori di legno. Per esempio, un legno duro appena tagliato come il noce avrà un colore marrone scuro, mentre legni dolci come il pino e il cedro dell’Himalaya hanno rispettivamente un tono giallo dorato e sfumature biancastre.

3. Durevolezza

Il legname di alta qualità è estremamente durevole. Dovrebbe essere resistente a variazioni climatiche e agenti atmosferici, a parassiti come le termiti, e alle aggressioni di muffe. Alcuni tipi di legno come il cedro e la sequoia sono per natura resistenti alle termiti, ma soltanto nel durame e nella corteccia.

Normalmente, i legnami trattati a pressione (tramite un apposito prodotto inserito nei pori del legno, a formare una barriera chimica contro insetti e muffe) sono più resistenti alle termiti e al deperimento rispetto a quelli non trattati.

Esistono diversi gradi e classi di legno, basate sulla resistenza a determinati fattori ambientali.

  • Resistenza alle muffe:

ci sono cinque classi di resistenza naturale contro funghi che distruggono il legno.

Classe 1 – molto resistente

Classe 2 – resistente

Classe 3 – moderatamente resistente

Classe 4 – poco resistente

Classe 5 – non resistente

  • Resistenza ai coleotteri:

ci sono due classi di resistenza contro i danni causati dai coleotteri xilofagi.

Classe D – resistente

Classe S – non resistente

  • Resistenza ai microrganismi marini:

ci sono tre classi di resistenza contro i danni causati dai danni da microrganismi marini.

Classe D – resistente

Classe M – moderatamente resistente

Classe S – non resistente

  • Resistenza alle termiti:

esistono infine tre classi di resistenza contro i danni da attacchi di termiti.

Classe D – resistente

Classe M – moderatamente resistente

Classe S – non resistente

4. Elasticità

L’elasticità è un’altra importante caratteristica del legname e permette al legno di recuperare la sua forma originaria il più accuratamente possibile, caratteristica che ha un ruolo determinante nell’impiego per costruzione di materiale sportivo e strutturale.

Il Modulo di Young di elasticità longitudinale determina la resistenza elastica del legname. Sostanzialmente, l’elasticità e la capacità di carico del legno sono maggiori nel verso parallelo alla grana che non perpendicolarmente.

Per questo motivo, il legname per strutture viene segato in tavole con l’asse longitudinale parallela alla direzione della grana, cosa che assicura migliore indeformabilità e resistenza alla distorsione.

5. Fibre

La disposizione delle fibre e la direzione delle microfibrille influenzano molte caratteristiche del legno come l’elasticità. Il legno duro ha fibre con un diametro molto sottile rispetto al legno dolce, e spesse pareti cellulari. Quando si utilizza un legname, le fibre dovrebbero essere dritte e compatte perché i legni con fibre ritorte sono meno resistenti.

6. Resistenza al fuoco

Il legno dovrebbe essere resistente al fuoco. Quando viene esposto al fuoco, il legno è sottoposto ad un crollo termico: la parte incendiata si ricopre di uno strato di carbone a livello superficiale, che ne preserva il nucleo interno. In questo modo il legname si autoprotegge, ed è per questo motivo che il legno più denso ha spesso una più alta resistenza al fuoco.

7. Durezza

La durezza è una caratteristica intrinseca ad ogni tipo di legno: cambierà quindi a seconda del legno che sceglierai. Negli usi prevalenti, come costruzioni, attrezzature sportive e pavimentazioni, il legname deve contrastare il deterioramento dovuto sia all’usura meccanica che ai trattamenti abrasivi.

La durezza di un campione di legname è misurata con la scala di Janka, universalmente adottata come standard industriale che va da 0 (più dolce) a 4000 libbre (più duro). Il legno di noce brasiliano è uno dei più duri ed attesta il suo valore su 3684 libbre.

8. Conformazione

Il legname di alta qualità manterrà sempre la sua forma e la sua integrità strutturale durante il processo di stagionatura e di trasformazione. La stagionatura consiste nel togliere l’umidità dal legno fresco, poiché il legno asciutto è quello più semplice da finire e presenta meno rischi di deformarsi o di ammuffire, ed è anche il più leggero e robusto rispetto ad un legno non stagionato.

9. Sonorità

Quando viene colpito, il legname di alta qualità produce un suono nitido. Se suona vuoto, è segno di basso contenuto di umidità ed elevata secchezza. Un rumore sordo significa invece o deterioramento interno, o alta umidità, quindi colpendo il legno e ricevendo un suono simile ad un tonfo sordo saprai di avere a che fare con un legno umido.

10. Robustezza

Dovrebbe essere in grado di sopportare carichi strutturali, soprattutto nelle costruzioni. Il legname più robusto è quello più denso e si devono considerare tre tipi di resistenza: alla flessione, al taglio e alla trazione. In un pezzo di legname impeccabile, la resistenza alla flessione e quella alla trazione sono ugualmente buone. La resistenza al taglio è un 10-15% della resistenza alla trazione in direzione della grana.

11. Tenacità

Dovrebbe riuscire a sopportare shock e vibrazioni, quindi in altri termini è la capacità del legno di cambiare la propria forma. Generalmente, il legname con gli anelli annuali più stretti è il più forte. Il che significa che lo si potrà piegare facilmente senza che si spezzi.

12. Permeabilità all’acqua

Idealmente, la permeabilità del legname dovrebbe essere inesistente. Naturalmente, si utilizza in effetti il legno con la più bassa permeabilità all’acqua, poiché un’eccessiva penetrazione di umidità produrrebbe un veloce deperimento. La permeabilità è un importante fattore per determinare la longevità del legname.

Essa dipende dalla grandezza delle aperture che connettono le cellule del legno e varia, quindi, da tipo a tipo.

13. Peso

Normalmente, i legnami più pesanti sono più resistenti e più duri, ma il legno fresco a causa della sua alta idratazione può pesare di più. In ogni caso, per l’impiego finale in utilizzi strutturali è da preferire legname pesante e stagionato.

14. Lavorabilità

Ogni tipo di legno con eccellente lavorabilità è buono per essere trattato con macchine, inchiodato e incollato. Esso viene inoltre ottimamente tornito, intagliato o piegato, e mantiene le complesse forme dell’intaglio decorativo per anni senza rovinarsi. I legni con alto contenuto di resina sono difficili da lavorare perché bloccano i denti della sega o di altre macchine, così come intrecci, spirali e grana irregolare rendono le lavorazioni più complesse.

Legno per arredamento

Il legno è un materiale che attende di essere modificato e lavorato per diventare un prodotto finito e, una volta trattato, dev’essere sottoposto a vari robusti processi per diventare un mobile.

L’arredamento è l’obiettivo finale per cui il legno viene manipolato e modellato per creare qualcosa da mostrare orgogliosamente, tramite numerose lavorazioni artigianali che permettono questa trasformazione.

L’importanza del legno nell’arredamento

Nonostante numerose scoperte tecniche, l’umanità non ha ancora trovato un materiale versatile quanto il legno da impiegare nella produzione di arredamento: esso è infatti molto resistente e necessita di poca manutenzione, ed è stato usato dal genere umano per migliaia di anni a questo scopo.

A differenza di molti altri materiali, come ad esempio i rivestimenti in pelle, il legno può avere moltissime vite grazie al rinnovamento delle finiture. Il legno inoltre rimanda alla bellezza naturale che ci fa sentire bene, ed offre un eccellente rapporto qualità-prezzo.

Nessuna meraviglia, quindi, che il legno sia rimasto un riferimento per la produzione di arredi. Per il 2019 si prevedeva che in Italia il fatturato di vendita del settore arredamento si sarebbe attestato intorno ai 2 miliardi di euro, e il consiglio alle aziende dalle associazioni di settore era quello di potenziare le vendite on line dei loro prodotti, dall’asse di legno ai prodotti finiti.

 Qual è il tipo di legno migliore per il tuo arredamento?

Praticamente quasi ogni tipo di legno si può usare per produrre mobili, ma naturalmente tutto dipende da quello che vorrai costruire.

È importante anche capire dove puoi procurarti il legno adatto per costruire il tuo mobile, anche a seconda di quanto sei disposto a spendere e delle necessità che dovrai soddisfare.

La qualità e il prezzo del pezzo che realizzerai dipenderanno dal legno usato, così come gli usi e le caratteristiche. Perciò, qual è il miglior legno per mobile? Per rispondere, dovrai tenere conto del pezzo che vuoi costruire e dello spazio in cui vorrai inserirlo: costo, durevolezza e colore del mobile sono altri fattori che ti aiuteranno a trovare la risposta giusta per te.

1. Il pino

Il pino è economico, leggero ed è facile da lavorare. È usatissimo per la produzione di mobili in stile rustico, ma va soggetto a graffi e ammaccature. Insieme alla betulla è spesso chiamato “legno bianco” per il suo colore chiarissimo.

2. Il rovere bianco

Il rovere bianco è un legno bello, pesante e durevole, parecchio usato per armadi e mobili da cucina. Resistente all’incurvatura, una volta finito ha uno stile distinto.

3. L’acero

L’acero è tra i legni più duri, è quindi consigliatissimo da usare per fare oggetti di uso pesante, come cassettiere e armadi da cucina. Se opportunamente trattato, assume l’aspetto di un legno di lusso.

4. Il noce

È davvero un legno molto bello, che si presta bene ad essere complessamente lavorato e inciso. Per questa ragione, viene usato con successo per produrre testiere, tavoli da pranzo ornati da dettagli in stile antico e mensole. La finitura ad olio basterà ad esaltarne la splendida sfumatura naturale.

5. Il ciliegio

Questo legno è probabilmente il migliore per l’arredamento di interni, come ad esempio tavoli e sedie intagliati. Legno eccezionale a tutto tondo, derivato come il legno di noce e il legno di castagno da un tipo di albero che ci fornisce oltretutto anche deliziosi frutti da mangiare, dura a lungo ed è molto resistente alle abrasioni e al deterioramento, ma è caro.

Domande frequenti

🪓 Che tipo di legno si usa per costruire i mobili?

Tra i tipi di legno che si usano per costruire mobili rientrano il noce, il faggio, il frassino, il teak, il mogano e si usano nella costruzione di mobili e nell’arredamento di interni in genere, come quasi tutti i legni di cui abbiamo parlato finora, d’altronde! In particolare, il legno di frassino è robusto, ma contemporaneamente flessibile e leggero.

🪓 Quanti tipi di legno di noce esistono?

Esistono diversi tipi di legno noce a seconda della provenienza: dal noce europeo al nero americano, dal noce californiano a quello australiano e brasiliano.

🪓 Che legno usare per fare un mobile per il bagno?

Il legno massello di rovere, acero, noce, frassino e ciliegio è il migliore dal punto di vista estetico da utilizzare nella stanza da bagno, anche se dovrai usare qualche accortezza perché non si rovini. Teme infatti l’eccesso di umidità, quindi dovrai arieggiare sempre la stanza sempre dopo la doccia o il bagno, per far uscire il vapore e la condensa.

🪓 Qual è il legno più duro in assoluto?

Tra i legni più duri si annoverano il noce, l’abete rosso, il cedro e il mogano. Alcune varietà particolarmente resistenti ai tarli di mare vengono utilizzate nelle costruzioni delle parti sommerse delle imbarcazioni e dei pontili.

🪓 Qual è il legno più morbido?

Scendendo di qualche gradino sulla scala di Janka troviamo legni spesso usati da noi per creazioni artigiane e per bricolage con legno: l’ebano, il mogano e la quercia. La balsa è il legno più morbido che è mai stato misurato, seguito dal pijio e, citando nomi più noti a noi, il pino, il faggio e l’abete.